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Cucinare con Leonardo tra passato e presente
Conosciamo le straordinarie capacità pittoriche di Leonardo da Vinci, come dimostrano capolavori quali la Gioconda e l’Ultima Cena, oltre alle sue qualità di scienziato, ingegnere, matematico, astronomo, architetto, zoologo, anatomista, scultore, musicista ma forse, più sorprendentemente, non abbastanza quelle di studioso della nutrizione.
Leonardo era attento al cibo cibo e ne stimava l’importanza nella vita quotidiana tanto da cimentarsi anche in questo campo con macchinari innovativi per l’epoca, quale ad esempio un dispositivo automatico per girare la carne allo spiedo, o con schemi su come dovevano essere progettati gli ambienti di una cucina efficiente.
E’ risaputo che Leonardo annotasse meticolosamente i suoi pensieri, studi e riflessioni su quaderni, molto simili a diari, che lo hanno accompagnato per quasi l’intero arco della vita. Note e disegni, accorpati anche in maniera apparentemente casuale, sono rimasti oggi in 28 codici, dei più di 100 lasciati alla sua morte, il 2 maggio 1519, all’allievo Francesco Melzi, dove in pagine dedicate a studi anatomici o al volo degli uccelli si possono ritrovare liste per la spesa quotidiana e commenti sulla qualità del vino.
Nella sua personale collezione di libri, si pensa fossero una cinquantina, che portava sempre al seguito nei suoi vari spostamenti, era presente quello che viene considerato il primo libro di cucina stampato De honesta voluptate et valetitudine di Bartolomeo Sacchi detto il Platina, del 1474, che aggiorna e diffonde gli insegnamenti e le ricette contenuti nel Liber de arte coquinaria (1456) di Maestro Martino de Rossi da Como, cuoco personale del Camerlengo di Aquileia.
Martino è il grande traghettatore della gastronomia italiana dalla cucina medievale a quella rinascimentale adeguando ai gusti del tempo sapori e tecniche di cottura e fornendo numerose ricette dove rivede le usanze trecentesche.
Platina, umanista rinascimentale, riporta ricette e indicazioni di Maestro Martino esaltando, da un punto di vista più salutistico, le caratteristiche filosofico-sanitarie del cibo il cui consumo è visto non solo in chiave di “onesto piacere” ma anche e soprattutto come attivatore di una buona salute, come fosse un medicamento.
Leonardo non lascia ricette o indicazioni di cottura, ma dalle liste della spesa si possono desumere alcune abitudini alimentari tipicamente rappresentative di quella che è poi stata chiamata dieta mediterranea e non manca di donarci alcuni consigli riguardo la digestione e la salute nel Regimen Sanitatis contenuto in una pagina del Codice Atlantico:
Se voi star sano osser(v)a questa norma:
non mangiar sanza voglia e cena leve,
mastica bene e quel che in te riceve
sia ben cotto e di semplice forma.
Chi medicina piglia, mal s’informa.
Guarti dall’ira e fuggi l’aria grieve;
su diritto sta, quando da mensa leve,
di mezzogiorno fa che tu non do(r)ma.
El vin sia temperato, poco e spesso,
non for di pasto né a stommaco voto.
Non aspettar né indugiare il cesso.
Se fai esercizio, sia di picciol moto.
Col ventre resuppino e col capo depresso
non star, e sta coperto ben di notte.
El capo ti posa e tien la mente lieta.
Fuggi lussuria e attieni alla dieta.
Chi siamo
Paolo Bulletti e Valeria Rondoni. Organizzano eventi culinari dove cucinano piatti ispirati alle liste della spesa contenute in alcune pagine di Codici del genio vinciano e raccontano la loro storia personale accanto a Leonardo.
Contatti
Paolo Bulletti
335 660 2552
paolo@leonardoincucina.it
Valeria Rondoni
348 973 7857
valeria@leonardoincucina.it
